William Turner, “il pittore della luce”

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Oggi, 23 Aprile, ricorre l’anniversario della nascita del pittore inglese Joseph Mallord William Turner, famoso soprattutto per aver aperto la strada all’impressionismo. Appartenente al movimento romantico, oggi è considerato l’artista che diede nuova dignità alla pittura di paesaggio, tanto da poterla equiparare alla più considerata pittura storica. Turner fu anche un brillante maestro nella tecnica dell’acquerello e meritò il soprannome di “pittore della luce”.

William Turner, "Autoritratto",1798, Tate Gallery, Londra.
William Turner, “Autoritratto”,1798, Tate Gallery, Londra.

Nato a Londra nel 1775, fu ben presto mandato dallo zio materno a Brentford, dove subito mostrò il suo interesse per la pittura. Nel 1789, all’età di soli quattordici anni, venne ammesso alla Royal Academy of Arts. In questo periodo venne attratto soprattutto dalla produzione artistica di Claude Lorraine e di Nicolas Poussin, in cui si tendeva a rappresentare il dato reale in chiave lirica e intimistica. Dopo un solo anno di studi un suo dipinto venne selezionato per l’esposizione estiva dell’Accademia e dal 1796, anno in cui espose il suo primo olio su tela, per tutto il resto della sua vita espose qui le sue opere.

Nel 1800 Turner era ormai famoso: grazie alla raggiunta indipendenza economica potè permettersi lunghi soggiorni in Europa. Visitò la Francia, la Svizzera e l’Italia, facendo qui tappa a Roma, Venezia e Napoli, dove rimase folgorato dalla luce mediterranea, che imprimerà al suo stile una svolta significativa.

William Turner, "L'eruzione del Vesuvio", 1817
William Turner, “L’eruzione del Vesuvio”, 1817.

Con il passare del tempo Turner divenne sempre più eccentrico: aveva pochissimi amici, non si sposò mai e visse tutta la sua vita insieme a suo padre. Proprio la morte di quest’ultimo, avvenuta nel 1829, costituì un duro colpo per Turner che iniziò a soffrire di depressione.

Morì il 19 dicembre del 1851 in casa della sua amante e madre dei suoi due figli Caroline Booth a Chelsea e venne seppellito, secondo la sua volontà, nella cattedrale di Saint Paul, dove riposa accanto a Joshua Reynolds.

Lo stile innovativo di Turner è caratterizzato da una ampia varietà cromatica e da una suggestiva tecnica di stesura del colore: il famoso critico d’arte inglese John Ruskin lo definì l’unico in grado di “rappresentare gli umori della natura in modo emozionante e sincero”.

William Turner, "La nave negriera", 1840, Museum of Fine Arts, Boston
William Turner, “La nave negriera”, 1840, Museum of Fine Arts, Boston.

Soggetti prediletti da Turner furono gli incendi, i naufragi, le catastrofi naturali, la forza devastante del mare, i fenomeni atmosferici. Si servì delle figure umane in molti dei suoi dipinti per mostrare, da un lato, il suo amore per l’umanità e, dall’altro, per rappresentare la debolezza dell’uomo nei confronti della natura, una natura selvaggia e grandiosa insieme, che esprime in sé la potenza creatrice e distruttrice di Dio.

William Turner, "Tempesta di neve, battello a vapore al largo di Harbour's Mouth", 1842.
William Turner, “Tempesta di neve, battello a vapore al largo di Harbour’s Mouth”, 1842.

 

 

 

Fondamentale per Turner è la luce: essa è la manifestazione stessa del divino e per questo motivo, nelle sue ultime opere, la descrizione dei particolari si fa sempre meno attenta, per lasciare spazio ad una rappresentazione suggestiva e splendente dei giochi di luce.

 

Già in “Bufera di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi” si riesce a percepire l’intento di Turner di descrivere il potere distruttivo della natura.

William Turner, "Tempesta di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi", 1812, Tate Gallery, Londra.
William Turner, “Tempesta di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi”, 1812, Tate Gallery, Londra.

Negli ultimi anni, mescolando i colori ad olio in maniera sempre più marcata, riuscì sempre meglio ad evocare l’impressione della luce quasi pura: “Pioggia, vapore e velocità” è un chiaro esempio della sua raggiunta maturità stilistica.

William Turner, "Pioggia, vapore e velocità", 1844, National Gallery, Londra.
William Turner, “Pioggia, vapore e velocità”, 1844, National Gallery, Londra.

Lo studio del colore e della luce portato avanti da Turner, ha sicuramente influenzato il movimento artistico francese dell’impressionismo e, in particolar modo, Claude Monet studiò attentamente le opere dell’artista inglese.

Ad ogni modo, anche se potrebbe sembrare che Turner stesse cercando di dare un’interpretazione artistica dei fenomeni ottici, in realtà egli provò a rintracciare un modo del tutto innovativo di esprimere la spiritualità del mondo.

“Il Sole è Dio”, queste furono le sue ultime parole prima di morire.

 

Eleonora De Falco

3 Comment

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